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Davide

Intervista a Davide Becchetti, Vice Direttore Generale di Guber Banca

Ci sono tre pillar fondamentali da seguire per chi opera nel mondo degli NPL e degli UTP a stretto contatto con le piccole e medie imprese: la strategia da utilizzare per la gestione e il recupero dei crediti distressed, l’utilizzo di una tecnologia in continua evoluzione sul mercato e la centralità della componente umana nei processi decisionali, competenza trasversale rispetto alle precedenti già elencate. “In questo scenario un player come Guber Banca lavora ogni giorno per garantire solidità e trasparenza ai propri clienti e agisce non solo come istituto di credito in grado di acquistare i crediti e strutturare, quando possibile, una via d’uscita non giudiziale per le imprese, ma come un vero e proprio consulente”.

A parlare è Davide Becchetti, Vice Direttore Generale di Guber Banca attiva soprattutto nella ristrutturazione di crediti distressed. “Gestire questi crediti richiede esperienza, capacità di analisi e visione” rimarca Becchetti. Capacità alle quali Guber Banca aggiunge un tocco in più unendo tecnologia, analisi e relazioni umane per affrontare con solidità un contesto in continua evoluzione.

Quando parla di crediti distressed, parla di NPL e UTP. Ci può spiegare bene le differenze anche in termini di gestione?

UTP e NPL fanno entrambi parte del macromondo del credito deteriorato (cd “Non Performing Exposures”). La principale distinzione tra le due tipologie è il livello di gravità in cui si trovano gli individui o le aziende debitrici: l’UTP è un credito in una fase precedente alla sofferenza, simile alla “sala di rianimazione”, mentre l’NPL è un credito per cui si è accertata l’impossibilità di ottenere un recupero completo attraverso la gestione ordinaria, tanto che i rapporti giuridici che lo hanno generato sono stati definitivamente risolti. In un caso o nell’altro, le sfide nella gestione e negli adempimenti formali sono molto differenti.

Può fare un esempio, parlando degli adempimenti formali?

Con gli UTP, c’è da gestire anche la parte contrattuale ancora in vigore e che sta a monte del credito stesso. Questo implica adempimenti più numerosi e complessi e un supporto costante all’azienda debitrice anche nelle sue relazioni con i creditori. Al contrario, gestire un NPL significa, nella maggior parte dei casi, entrare in un processo liquidatorio avviato, con logiche più lineari e burocraticamente meno articolate.

C’è differenza, a livello di strategia, nella gestione di UTP e NPL?

Sì, la differenza di gestione è sostanziale. Nel caso degli NPL si parla di crediti detenuti verso società o privati che non hanno più le risorse dirette per adempiere alle proprie obbligazioni e dunque le competenze necessarie per la gestione sono sostanzialmente di natura legale (per attivare le protezioni creditizie previste ex lege o escutere fidejussioni prestate a garanzia) e/o real estate (queste ultime nel caso in cui il credito abbia un sottostante immobiliare da smobilizzare).

Nel caso degli UTP si dialoga principalmente con privati in temporanea difficoltà o con aziende “vive” per le quali la comprensione del sottostante industriale e delle criticità relative è predominante nella valutazione della debitrice e dunque nella gestione del credito vantato. Per definire la strategia più adeguata sono necessarie competenze economico-finanziarie e specialistiche per ogni settore oggetto di analisi. Noi come Guber Banca gestiamo entrambe le tipologie di crediti, al momento c’è una predominanza di NPL, ma dal 2023 abbiamo istituito con un ufficio appositamente dedicato alla gestione degli UTP.

Passiamo alla fase di valutazione ed analisi dei crediti. Quali sono le differenze riscontrate quando approcciate le analisi per un portafoglio di crediti rispetto a un singolo credito proposto in cessione?

Quando acquistiamo portafogli, non possiamo adoperare un approccio troppo analitico e chirurgico, poiché in un lasso di tempo ridotto dobbiamo essere in grado di valutare più posizioni. La chiave, in questi casi, è agire rapidamente e avere la capacità di adottare una visione d’insieme accurata e bilanciata, cercando di approfondire alcuni crediti che reputiamo meritevoli per valore o per natura, in particolare per gli UTP che difficilmente si incastonano in un’analisi statistica

Diversamente, nelle operazioni su single name, si può sviluppare un’analisi più dettagliata, sia che si tratti di un credito NPL o UTP. Infatti, ogni posizione va studiata nel suo specifico, considerando credito, garanzie, settore, situazione economica e finanziaria della debitrice con una stima della propria capacità di generare o meno flussi di cassa al servizio del debito e, talvolta, anche il profilo dell’imprenditore coinvolto.

In questo la tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale generativa, può diventare un supporto per voi?

Di certo l’intelligenza artificiale sta portando vantaggi concreti a tutto il settore finanziario, contribuendo a ridurre gli sforzi, i costi e i tempi necessari per espletare determinate pratiche, e ritengo che possa avere un impatto ancora più significativo nell’immediato futuro. Tuttavia, nel nostro ambito resta centrale il rapporto diretto con il cliente, soprattutto nelle fasi più delicate, dove la tecnologia può affiancare ma non sostituire l’interazione umana.

Quali pensa possano essere le sfide per il futuro nel settore dei crediti in sofferenza per Guber Banca?

È un mercato che sta diventando sempre più competitivo. Per questo le sfide future per noi saranno potenziare e rendere sempre più accurate le capacità di analisi preliminare, ottimizzare i processi di due diligence – anche grazie all’AI – e rafforzare la nostra posizione rispetto alla concorrenza, affinando i processi di acquisizione e cessione e garantendo efficienza e trasparenza operativa ai clienti.